Discorso di Trump: l'effetto sui mercati

Gli investitori restano in attesa degli annunci che farà il neopresidente una volta insediatosi alla Casa Bianca
20/01/2017 | Massimo Morici

Oggi 20 gennaio si terrà il discorso inaugurale del neo presidente Donald Trump. Il mercato ha reagito positivamente alla vittoria del tycoon i prim di novembre e secondo molti esperti le valutazioni azionarie riflettono già molti dei benefici che deriveranno dall’aumento della spesa infrastrutturale e dall’approccio business friendly della nuova amministrazione. Resta da vedere in che misura Trump sarà effettivamente in grado di generare crescita e ridurre il peso normativo.

Ma guardiamo qualche sondaggio. Secondo l’UBS Investor Watch (un sondaggio su un campione di oltre 2000 investitori americani High Net - HNWI),  cresce l’ottimismo degli investitori che prevedono condizioni di business e un contesto normativo più “friendly” oltre che una semplificazione del processo legislativo: dalle elezioni a novembre è salito di quasi 20 punti percentuali (rispetto al 39% del periodo pre-elettorale e al 58% di quello post-elettorale sostenendo che le prospettive economiche siano migliorate). In particolare, sul mercato azionario il 68% degli investitori si aspetta forti rendimenti contro il 25% pre-elettorale. Il 72% degli analisti di Fidelity specializzati sulle aziende degli USA ritiene che nei prossimi due anni la vittoria di Donald Trump possa produrre effetti positivi sulle società, se si considerano aspetti come la riforma della tassazione per le imprese, la riunione delle imposte sui redditi, gli investimenti infrastrutturali, l’irripidimento delle curve dei rendimenti e la maggioranza repubblicana al Congresso.



L’andamento dei mercati azionari all’indomani delle elezioni USA suggerisce che gli investitori si attendano un aumento della crescita e dell’inflazione grazie alla politica economica che metterà in atto il neopresidente assieme alla sua amministrazione che annovera tra i suoi membri importanti esponenti della finanza e dell’industria. "È importante tenere a mente che i mercati presentavano già un’alta propensione al rischio prima della vittoria del Presidente eletto, riflettendo un miglioramento dell’outlook sulla crescita economica globale. In altre parole, l’interpretazione positiva delle politiche proposte da Trump ha soltanto enfatizzato un trend già in atto in precedenza. Se le si considera in maniera isolata dal contesto, è possibile che le politiche di Trump stimolino un aumento dell’inflazione negli USA, almeno temporaneamente” commenta Brendan Mulhern, Global Strategist, Newton Investment Management (BNY Mellon).

Al di là degli annunci fatti in campagna elettorale, poche delle riforme che saranno in realtà proposte, siano esse di stimoli fiscali o di tagli alle tasse, saranno implementate prima del quarto trimestre 2017. “Nel corso dell’anno – prosegue Mulhern - crediamo che gli investitori debbano pertanto prestare attenzione alla liquidità, sia negli USA sia a livello globale. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari, il rafforzamento del dollaro e l’aumento del 100% dei prezzi del petrolio rispetto ai minimi di febbraio implicano che i fattori positivi per l’economia si stiano dissipando e che la strada di qui in innanzi sia in salita”. Secondo l’esperto l’attività economica rallenterà nel 2017, le sorprese positive diminuiranno e “il rush degli investitori verso le aree cicliche del mercato potrebbe avere vita breve”.

 Quanto ai titoli finanziari, per John Bailer, gestore di The Boston Company Asset Management (BNY Mellon) presentano le valutazioni più convenienti e quello con il potenziale crescita più elevata. “Durante il terzo trimestre, il 76% delle società dell’S&P 500 ha superato le stime sugli utili in media del 5,6%. Le società finanziarie hanno superato le stime dell’8%.Il discorso del presidente Trump potrebbe aggiungere benzina al fuoco. Se riducesse la regolamentazione per il settore finanziario, potrebbe rimuovere un enorme ostacolo alla crescita del comparto. Le politiche fiscali espansive potrebbero incoraggiare nuovi aumenti dei tassi. I titoli finanziari sono prevalentemente domestici e potrebbero beneficiare dalla riforma delle imposte societarie” conclude Bailer.

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