Europa, banche e BTP: una relazione pericolosa

Il doom loop è ancora una piaga che si abbatte sul Vecchio continente, di cosa si tratta e come sono riusciti alcuni Paesi ad arginarla e come invece continua a soffrirne l'Italia
13/09/2018 | Greta Bisello

Lo stretto rapporto tra banche nazionali e BTP spaventa ancora molto. Si tratta del così detto doom loop, per il quale, tristemente, l'Italia ne è un esempio

Secondo l'analisi di Andrew Fraser, head of financial credit research di Aberdeen Standard Investments: "Il costo dell’indebitamento delle banche italiane e dello Stato è salito di pari passo con i timori legati alle azioni future dei politici populisti. Le banche italiane possiedono circa il 40% di tutti i titoli di Stato del Paese. I costi di finanziamento dei due continuano a muoversi in tandem".

 

La soluzione più facile per interrompere il doom loop è quella di aumetare il costo di detenere titoli governativi innnalzando i requisiti patrimoniali delle banche domestiche, così da proteggere i bilanci nei periodi di crisi del debito sovrano ma allo stesso tempo con l'obbligo per le banche di ripensare all’ammontare assoluto delle loro esposizioni sul debito sovrano e alle concentrazioni sulle singole emissioni. 

 

"In tempi normali, gli investitori lo notano a malapena; in tempi più complessi sono invece in preda al panico e nessun prezzo sembra riflettere la loro percezione del rischio che cambia rapidamente. Questo è uno dei motivi per cui il doom loop è così subdolo: gli investitori, una volta persa la tranquillità sul debito sovrano, vanno in panico" prosegue l'esperto..

 

Due questioni meritano di essere sottolineate, da una parte afferma Fraser: "Molte banche non hanno un accesso immediato al capitale necessario e quindi avrebbero bisogno di raccoglierlo. Ciò potrebbe comportare una riduzione di titoli sovrani nel loro portafoglio. Anche se questo è positivo, una cessione frettolosa di titoli governativi da parte delle banche potrebbe condurre a una situazione di ipervenduto, provocando l’instabilità dei mercati obbligazionari", dall'altra "la questione di chi potrebbe comprare le obbligazioni. La BCE, di gran lunga il maggiore acquirente di obbligazioni sovrane europee, si sta allontanando dal mercato in vista della chiusura del quantitative easing". 

 

E' possibile dunque aumentare i requisiti patrimoniali per le esposizioni sui titoli di stato ci sono due esempi, il Belgio il primo ad applicare una ponderazione del rischio già nel 2014 e nel 2017 la Svezia.

 

L'esperto di Aberdeen conclude con un monito per il prossimo futuro: "I tentativi di rompere il legame tra banche e titoli sovrani finora sono falliti più a causa di differenze politiche che a causa di sfide pratiche. L'Unione bancaria europea avrebbe dovuto porre fine al doom loop e impedire il ripetersi della crisi del debito sovrano. Si è tuttavia bloccata a causa del disaccordo su come ripartire i rischi tra i membri dell’Unione Europea e rimane incompleta. Questo dovrebbe preoccuparci, dato che il populismo continua a strisciare lentamente in tutta Europa e l'Italia ha dimostrato con quanta rapidità una sbandata politica populista possa far riemergere il doom loop. Se state cercando il prossimo “caso Lehman”, tenete d'occhio l'Europa". 

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