Gestore della settimana: “Fondi climate change, puntare sul tech”

“Offriamo soluzioni che sostengono i cambiamenti climatici e che permettono agli investitori di trarre beneficio dalle opportunità connesse alla transizione energetica”. Lo spiega Rott di La Française. Nello specifico “ci sono moltissime opportunità anche nella manifattura e nelle costruzioni che potrebbero meritare una posizione sovrappesata”
02/12/2019 | Daniele Riosa

“Offriamo soluzioni che sostengono i cambiamenti climatici e che permettono agli investitori di trarre beneficio dalle opportunità connesse alla transizione energetica”. Lo spiega Roland Rott, managing director of Inflection Point, controllata di La Française. Nello specifico “vi sono moltissime opportunità nel tech, nella manifattura e nelle costruzioni che potrebbero meritare una posizione sovrappesata”.


Qual è lo scopo delle case di gestione che lanciano fondi focalizzati sul climate change? Come funziona il processo di’nvestimento in questi casi? Quali sono i sotto-settori o i generi di aziende in target?
"Il cambiamento climatico rappresenta già una forza dirompente per molte industrie e per diversi decenni saranno richiesti grandi sforzi finanziari per mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto all’epoca pre-industriale. Per mitigarne gli impatti peggiori, l’economia globale deve intraprendere cambiamenti su larga scala. Offriamo soluzioni di investimento che sostengono questi cambiamenti e permettano agli investitori di trarre beneficio dalle opportunità connesse alla transizione energetica. Un fondo focalizzato sul climate change prende in considerazione l’impatto di un’azienda sull’ambiente misurandone la carbon footprint (l’impronta di carbon fossile) allo scopo di scegliere le aziende con l’impatto minore, mantenendo però stabile il profilo rischio-rendimento. Questo processo conduce a una riallocazione del capitale verso aziende che forniscano soluzioni a supporto di un’economia a basse emissioni (ad esempio quelle coinvolte nell’energia rinnovabile), o che siano in transizione verso basse emissioni (ad esempio quelle connesse ai veicoli elettrici) o aziende che rendano possibile e supportino il business di altre aziende nel processo di transizione (ad esempio produttori di elementi delle batterie). Aziende con un business model incompatibile con un’economia a basse emissioni fronteggeranno costi di capitale più alti e spese maggiori, quando si affermerà l’idea di un prezzo globale per le emissioni di carbon fossile. In pratica, diventeranno investimenti meno attraenti. Le proporzioni della sfida climatica sono tali che tutti i settori e tutte le aziende ne verranno coinvolti. Un fondo climate change dovrebbe pertanto essere ampiamente investito in tutti i settori del benchmark con, forse, alcune eccezioni: ad esempio escludendo i produttori di carbone o sottopesando le utilities dell’energia che consumino troppi combustibili fossili. Data la necessità di trovare soluzioni innovative per l’adattamento imposto dal climate change e per le attività a zero emissioni, vi sono moltissime opportunità di investimento nel tech, nella manifattura e nelle costruzioni – solo per fare alcuni esempi – che potrebbero meritare una posizione sovrappesata".

Quali sono i risultati raggiunti da questi fondi tematici? A quale genere di investitori puntano? A quali condizioni sono raccomandati?
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Oltre ai risultati finanziari, un fondo tematico climate change ottiene un impatto misurabile positivo per l’ambiente. Esistono soluzioni, con vari orizzonti di investimento, sia per gli investitori individuali che per quelli istituzionali".

Quale genere di SRI state utilizzando in quest’area? Usate una strategia ad esclusione? Un uso attivo del voto? Il best in class?
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Da molti anni La Française è un player attivo negli investimenti sostenibili. Pertanto, siamo in grado di applicare diversi approcci all’interno di un fondo climate change. Sebbene vengano considerati tutti i settori per l’investimento, il fondo è tematico nella sua selezione di titoli specifici del settore. Prima di valutare singole idee, analizziamo l’universo di investimento e applichiamo esclusioni basate su criteri rigorosi per eliminare i rischi estremi per i criteri ESG. A differenza delle esclusioni su base etica, per natura soggettive, le esclusioni decise sulla base di criteri e normative rigidi riconoscono che alcuni valori siano ormai universalmente accettati dalla società e perseguiti dai governi, come il bando delle mine terrestri e delle mine a grappolo, che abbiamo implementato anche noi, così come sono eliminate le violazioni gravi e ripetute dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite. Gestore di portafoglio attivo, La Française sfrutta sempre più le fonti di dati alternative e i nuovi strumenti analitici. Nel corso del processo di investimento, durante l’analisi dei fondamentali applichiamo l’integrazione ESG per allargare la base di informazioni disponibili per le decisioni di investimento, includendo anche dati non finanziari. L’integrazione ESG serve a identificare fattori non finanziari che aiutino a migliorare i risultati degli investimenti. Tenendo presente il concetto di transizione, riconosciamo che il mercato probabilmente già “sa” quali siano le aziende “prime della classe”. Noi invece preferiamo investire in aziende che non siano ancora perfette e tuttavia siano sulla strada per diventare leader credibili in futuro, sulla base della nostra analisi ESG approfondita. Applichiamo un approccio “attivo” con le società in cui investiamo (Active ownership) che comprende le attività di voto e di engagement e che svolge un ruolo chiave nelle strategie climate change. Abbiamo implementato la Sustainability Voting Policy di ISS con elementi personalizzati sulle questioni ESG più importanti. Ad esempio, votiamo contro il management di aziende appartenenti a settori ad alte emissioni che non comunichino il livello delle proprie emissioni di carbon fossile al CDP (Carbon Disclosure Program). Votiamo per il 100% delle nostre posizioni in portafoglio, a meno che ciò non risulti impossibile per ragioni legali. I risultati effettivi delle votazioni sono consultabili sul sito web di La Française, così come i motivi per cui abbiamo votato contro ciascuna risoluzione. D'altro canto, sosteniamo tutte le risoluzioni credibili degli azionisti che aiutino la lotta contro i cambiamenti climatici. Perché le nostre politiche siano efficaci, utilizziamo la nostra influenza attraverso la partecipazione attiva in iniziative di cooperazione come ClimateAction100 + . Inoltre, misuriamo l’impatto ambientale del portafoglio per ogni singolo investimento, con l’obbiettivo di ottimizzare le performance anche in termini di basse emissioni complessive delle aziende in cui investe il fondo".

In che modo si può davvero condizionare la lotta contro i cambiamenti climatici investendo in questo genere di fondi? I gestori sono effettivamente attivi nel chiedere alle aziende un impegno al cambiamento?
"La maggiore conseguenza nella lotta al cambiamento climatico è l’impatto delle nostre scelte di investimento sul costo del capitale per le aziende. Alla luce di questo forte incentivo, più capitale viene allocato investendo in fondi climate change, più velocemente le aziende reagiranno. Siamo investitori attivi e quindi ogni anno incontriamo diverse centinaia di imprese. Queste riunioni si concentrano sempre sulla strategia climate change dell’azienda. I meeting hanno un doppio scopo: in primo luogo sono utili a raccogliere le informazioni necessarie per prendere le migliori decisioni possibili di investimento e in secondo luogo ci consentono di fornire un feedback costruttivo nel caso in cui riteniamo che un’azienda non sia abbastanza ambiziosa per soddisfare i nostri standard di investimento. Fra gli argomenti trattati, gli obiettivi per ridurre le emissioni, la spesa in conto capitale per l’adattamento e la mitigazione dell’impatto, gli incentivi per i manager e la responsabilità del board".

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