Verso la stagflazione, le asset class su cui puntare

L'analisi di Schroders mostra quali asset class potrebbero sovraperformare con maggiore probabilità in questo scenario
17/11/2021 | Lorenza Roma

La prima metà del 2021 ha visto un forte rimbalzo della crescita economica, insieme a un aumento dell’inflazione. Tuttavia, lo slancio sta già mostrando segnali di rallentamento con gli stimoli fiscali e monetari sempre più deboli. Intanto, l’inflazione resta elevata a causa delle disruption alle catene di approvvigionamento e dell’aumento dei costi dell’energia. Nel complesso, le preoccupazioni aumentano nei confronti di un possibile scenario di stagflazione, ovvero bassa crescita e inflazione elevata. Come dovrebbero quindi prepararsi gli investitori? Sean Markowicz, strategist, research and analytics di Schroders, ha individuato le asset class che potrebbero sovraperformare con maggiore probabilità in tale evenienza.

 

"Ci sono quattro diverse fasi del ciclo economico, basate sull’evoluzione di output e inflazione: goldilocks, disinflazione, reflazione e stagflazione", spiega lo strategist. "Tuttavia, può essere difficile valutare il comportamento delle asset class in ciascuna di queste fasi poiché i mercati guardano al futuro mentre le misure convenzionali di crescita economica, come il Pil, sono pubblicate in ritardo e potrebbero quindi catturare in modo inadeguato i flussi di asset preventivi. Di conseguenza, - continua l'analista - abbiamo valutato la crescita usando lo US Conference Board Leading Economic Index (LEI), creato per segnalare i punti di svolta nei dati economici in modo più efficiente rispetto al Pil. Un’altra sfida è che non c’è una definizione universalmente accettata del livello di crescita e inflazione tipiche della stagflazione. Quindi, per massimizzare il numero di data point storici, definiamo stagflazione qualsiasi mese in cui la crescita (LEI) è in calo e l’inflazione CPI core USA è sopra alla media decennale su base annua. Affidandosi ad altre soglie, i risultati non sarebbero significativamente diversi rispetto a quelli presentati nella nostra analisi".

 

Markowicz sottolinea che "nelle fasi di stagflazione, i migliori performer sono stati oro (+22,1%), commodity (+15%) e real estate investment trust (REIT - +6,5%). L’azionario è invece in negativo (-1,5%). Tutto ciò ha senso, dato che l’oro viene percepito come un “porto sicuro” e quindi tende ad apprezzarsi in fasi di incertezza. I Treasury mostrano risultati meno chiari. In teoria, dovrebbero beneficare del calo dei tassi, guidati dal rallentamento della crescita. Tuttavia, l’aumento dell’inflazione fa ridurre il reddito portando pressioni al rialzo sui rendimenti e pressioni al ribasso sui prezzi. In pratica, la loro performance dipende dalla duration e dal rendimento di partenza".

 

"Negli ultimi sei mesi, il contesto di reflazione ha favorito gli investimenti in asset rischiosi come azionario e commodity, mentre l’oro ne ha sofferto", puntualizza lo strategist che conclude "Tutto ciò è in linea con quanto ci aspetteremmo applicando l’analisi appena presentata. Tuttavia, se siamo vicini all’avvio di una fase di stagflazione, potremmo presto vedere un cambiamento nelle asset class che guidano la performance. In tale scenario infatti i rendimenti dell’azionario potrebbero diminuire mentre l’oro potrebbe essere oggetto di una maggiore domanda, con gli investitori che cercano rifugio negli asset “safe-haven”. Le commodity e i REIT sono alternative attraenti grazie al loro potenziale di protezione dall’inflazione, anche se i dati storici mostrano che i loro rendimenti tendono ad essere più moderati rispetto a quelli dell’oro. La performance dei Treasury è invece incerta e dipenderà dal braccio di ferro tra inflazione e sentiment sulla crescita".

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