Per ESMA i mercati restano vulnerabili

Nella seconda Risk Dashboard 2021 l’Autorità di regolamentazione mantiene la soglia di attenzione invariata, ad un livello elevato, riguardo ai rischi per il sistema finanziario
30/11/2021 | Paola Sacerdote

Si mantengono invariati, ad un livello elevato, i livelli di rischio per il sistema finanziario, poiché il contesto di mercato rimane caratterizzato da grande incertezza, valutazioni delle attività ancora elevate, con possibilità di correzioni dei prezzi e brusche variazioni dei premi al rischio. E’ la view di ESMA, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, che ha pubblicato la seconda Risk Dashboard 2021, che copre il terzo trimestre dell’anno.

 

Nell’analisi l’autority rileva che le reazioni del mercato alla crisi di Evergrande hanno mostrato quanto rimanga importante il peso degli eventi negativi, insieme alla reattività dei mercati a tali eventi e il continuo potenziale impatto sugli investitori e sulla stabilità finanziaria in futuro.

 

La RD evidenzia che gli ultimi mesi hanno visto un miglioramento delle prospettive macroeconomiche, e che vi sono margini realistici per una riduzione dei livelli di rischio se il miglioramento del quadro dei mercati finanziari si dimostrerà resiliente nel medio termine. Ciò dipende in maniera cruciale dalla capacità dei mercati di resistere alla possibile futura eliminazione graduale del sostegno pubblico e monetario messo in campo per affrontare la pandemia senza effetti negativi significativi.

 

I fattori di rischio più importanti per il trimestre secondo l’autority europea rimangono le prospettive economiche, l'incertezza riguardo all’inflazione, l'indebitamento nei mercati del debito governativo e privato e i rischi politici e di eventi negativi. Guardando al futuro, le cicatrici della pandemia, la ripresa dei contagi nel quarto trimestre, l'incertezza sull'inflazione e sul proseguimento delle politiche fiscali e monetarie a supporto dell’economia “potrebbero esacerbare le vulnerabilità a lungo termine sia per il settore finanziario che per quello non finanziario” conclude ESMA.

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