High yield: quattro fattori da tenere sottocchio

Nei primi sette mesi dell'anno l’indice Bofa Merril Lynch Euro High Yield ha generato ritorni superiori al 5%. I rischi e le opportunità nei prossimi mesi secondo Mike Della Vedova, gestore di T.Rowe Price
22/08/2016 | Redazione Advisor

Petrolio, liquidità, banche centrali. Sono i fattori che gli investitori nelle obbligazioni ad alto rendimento dovrebbero tenere sotto osservazione nei prossimi mesi. Dall’1 gennaio al 29 luglio 2016 l’indice Bofa Merril Lynch Euro High Yield, rappresentativa di questa asset class, ha generato ritorni superiori al 5%. Cosa possiamo aspettarci dunque per il resto dell’anno? Di seguito l'analisi di Mike Della Vedova (nella foto), gestore del fondo T. Rowe Price European High Yield Bond:

Politiche delle banche centrali
La Bce si mantiene altamente accomodante e ci aspettiamo che conservi questo atteggiamento nel prossimo futuro. Non vediamo all’orizzonte ampie espansioni delle attuali misure di stimolo, ma è possibile che la Bce estenda il proprio programma di acquisto di asset di 80 miliardi al mese oltre la scadenza stabilita a marzo 2017. Nel complesso, la Bce garantisce uno scenario che va a supporto del comparto high yield europeo. Allo stesso tempo, nel Regno Unito la Bank of England sta seguendo le orme della Bce con i piani sull’acquisto di obbligazioni societarie investment grade a partire da settembre. Anche se i bond high yield denominati in sterline non saranno compresi negli acquisti, potrebbero beneficiarne indirettamente, in quanto gli investitori si muoveranno lungo la curva del credito alla ricerca di bond con rendimenti maggiori. 


Nuove emissioni di bond
Dopo un inizio d’anno piuttosto sottotono, le emissioni di nuovi bond hanno rimbalzato nel secondo trimestre, anche se i volumi restano ancora inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In prospettiva, ci aspettiamo che le nuove emissioni aumentino a settembre dopo il consueto rallentamento di agosto. Alcuni eventi rischiosi chiave sono passati. Si pensi al referendum britannico sulla permanenza nell’Unione Europea. Tuttavia, persistono i timori per la Cina ed è probabile che gli imminenti eventi politici – incluso il referendum sulla riforma costituzionale in Italia e le elezioni presidenziali di novembre negli Stati Uniti – attraggano sempre più attenzione nelle prossime settimane e mesi. Questi appuntamenti possono potenzialmente impattare sulla propensione al rischio dei mercati, il che, a sua volta, potrebbe spingere gli emittenti a essere maggiormente cauti nel lanciare nuovi bond sul mercato.


Prezzi del petrolio
I timori legati alla sovrapproduzione hanno causato un declino dei prezzi del petrolio nel mese di luglio. Se questo trend continuasse, i bond high yield europei potrebbero potenzialmente sovraperformare quelli high yield statunitensi. Quello energetico è uno dei maggiori sovrappesi in termini di settore nell’high yield USA, contando per il 14% del BofA Merril Lynch US High Yield Index. Questa esposizione rende il comparto più vulnerabile ai cali dei prezzi del petrolio rispetto all’high yield europeo, dove l’energetico costituisce il 5% del rispettivo indice.


Liquidità
Uno dei punti chiave di discussione quest’anno è stato quello della liquidità sul mercato secondario. Nei primi mesi del 2016, la mancanza di movimenti sul mercato primario ha ridotto la liquidità, tornata a salire nel secondo trimestre in corrispondenza di un aumento delle nuove emissioni. A nostro avviso, i due fattori sono interconnessi e ci aspettiamo che questo trend prosegua nel 2016. In sostanza, il funzionamento del mercato primario è il fattore precursore di un miglioramento delle condizioni di liquidità sul mercato secondario. 

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