Saint-George (Carmignac): Trump equivale a neo-mercantilismo

Le conseguenze della politica economica della nuova presidenza statunitense, nell'analisi del managing director e membro del comitato di investimenti della casa di gestione francese.
27/01/2017 | Davide Mosca

"Il programma economico di Donald Trump non è né incoerente né imprevedibile." Didier Saint-George, managing director e membro del comitato investimenti di Carmignac, non vede né incognite né vie alternative all'esecuzione del programma elettorale annunciato da Donald Trump che determinerà la politica economica della prima potenza mondiale per, almeno, i prossimi quattro anni.

 

Quello che ci attende, afferma Saint-George "una è forma molto rigorosa di neo-mercantilismo" e cioé una "forma di nazionalismo economico", in cui uno Stato forte protegge le industrie nazionali con misure commercialmente difensive al fine di accumulare ricchezza. Una scuola di pensiero che è presente anche in Europa, incorporata nell'atteggiamento nei confronti dell'economia tenuto dai movimenti di estrema destra in Francia e Olanda e ben presente nella campagna elettorale che ha preceduto la Brexit.

 

 

Quali saranno le conseguenze di questa deriva verso politiche mercantilistiche? Saint-George ne individua due: inflazione e tensioni commerciali. "Se il liberalismo, la globalizzazione e l'innovazione si sono rivelate misure deflazionistiche - afferma il managing director e membro del comitato di investimenti della casa di gestione francese - è probabile che il supporto ai vecchi settori industriali non competitivi attraverso le barriere tariffarie contribuirà a incrementare l’inflazione". Un rischio che i mercati non stanno ancora prezzando. "Le tensioni commerciali - prosegue Saint-George potrebbero danneggiare l'attività economica globale, se non aumentare i premi al rischio politico in alcune regioni. In altre parole - conclude - il mercantilismo genera vincitori e vinti, e quindi instabilità. Gli investitori azionari hanno ragione quando pensano che valga la pena di investire sui vincitori, che probabilmente sono in primo luogo i settori ciclici e il mercato statunitense. Ma farebbero altrettanto bene a prepararsi per affrontare l'instabilità."

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