Fed, un altro rialzo a dicembre e un atteggiamento pre-crisi

L'atteggiamento della banca centrale americana è quella di proiezioni meno chiare e una maggiore possibilità di sorprese; una svolta epocale con la quale gli investitori dovranno convivere
03/10/2018 | Greta Bisello

Ottavo rialzo della Fed che porta i tassi di interesse a 2,25% senza sorprese da parte del mercato. I tassi ufficiali tornano in territorio positivo in termini reali, ovvero al netto dell'inflazione. La prima volta dal 2008, attestandosi ai livelli del settembre pre-Lehamn Brothers. 

 

Anche Olivier De Berranger, chief investment officer di La Financière de l’Echiquier nella sua analisi si sofferma sull'eliminazione del termine "accomodante", che aveva fino a questo momento descritto la natura della politica monetaria della Banca centrale americana. 

E prosegue l'esperto: " I membri del FOMC dimostreranno grande «pragmatismo» se continueranno a ipotizzare tre rialzi nel 2019 e uno nel 2020. In effetti, d’ora in poi reagiranno all’andamento degli «indicatori economici». Non avranno esitazioni: adegueranno i tassi ufficiali in caso l’inflazione acceleri o l’economia rallenti, in modo da mantenere la piena occupazione e un tasso di inflazione attorno al 2%". 

"Siamo all’inizio di una svolta epocale. Se da 10 anni con l’afflusso di liquidità l’azione delle banche centrali era servita da tampone durante le fasi di stress, la stessa diventerà ora fonte di incertezza. Gli investitori dovranno imparare a conviverci".

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