Nuove acquisizioni e rete più forte. I piani di CheBanca!

Gian Luca Sichel, amministratore delegato dell’istituto: “Da un punto di vista teorico ci sono tutte le condizioni perché il gruppo Mediobanca possa cogliere occasioni nel settore del risparmio”
25/05/2021 | Redazione Advisor

“Da un punto di vista teorico vi sono tutte le condizioni perché il gruppo Mediobanca possa cogliere occasioni nel settore del risparmio: il patrimonio è solido, c'è volontà strategica di crescere nel wealth management e credibilità nel saper gestire le aggregazioni”. Gian Luca Sichel, amministratore delegato di CheBanca!, con un’intervista a Il Sole 24 Ore, rivela le strategie dell’istituto del gruppo Mediobanca.

“In più – spiega Sichel - è chiaro che si andrà verso un consolidamento perché l'industria è matura, molto regolamentata e con margini sotto pressione. Poi però occorre essere realisti, il mondo delle fusioni e acquisizioni molto tattico, e devono esserci buone società in vendita. Si studiano tanti dossier, ma le operazioni non si possono programmare a proprio piacimento in modo autonomo. Inoltre, la scala non è miracolosa di per sé: serve, è ovvio, ma nella misura in cui consente a una società di investire in innovazione, di avere una leva efficiente e di essere attrattiva verso l'esterno peri talenti”.

“Fusioni e acquisizioni – continua - rappresentano uno strumento potenzialmente valido per accelerare un percorso che nel nostro caso è già deciso, visto che vogliamo essere leader in Italia nei servizi wealth alla clientela premier. Ci interessano quindi tutte quelle realtà distributive che hanno validi professionisti con un riconoscimento consolidato presso la clientela. Nel nostro Paese non mancano, occorre però vedere se esiste anche la volontà di venderle”. 

E sull’eccessiva liquidità sui conti correnti dice: “Il fenomeno deve essere considerato su due piani distinti. Dal punto di vista dell'investitore non è opportuno detenere all'interno del portafoglio una componente di liquidità pura superiore al 10% delle proprie attività finanziane complessive, perché una quota superiore genera inefficienza e una perdita di valore reale dei risparmi che si sono realizzati. Questo problema può essere superato grazie ad una consulenza adeguata, che sia in grado di ascoltare il cliente, definire bene il suo profilo temporale finanziario e costruire di conseguenza un portafoglio di asset dass che concili le esigenze di liquidità del cliente con una prospettiva ragionevole di remunerazione dei risparmi investiti”.

Ma non basta. “Anche in caso di corretta allocazione del risparmio - conclude Sichel nell’intervista rilasciata al quotidiano di Confindustria - esisterà sempre una parte di esso, pur piccola, che resta in giacenza sui conti corrente per le esigenze quotidiane e a scopo prudenziale. Qui entrano in gioco gli intermediari, che possono rimettere in circolo il denaro trasferendolo di nuovo alle famiglie consumatrici o alle imprese che ne abbiano bisogno. Occorre però avere la capacità di trasformare le scadenze e di erogare credito all'economia reale, noi come Gruppo abbiamo queste competenze e svolgiamo questo ruolo”.

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