Schroders: cosa muoverà i mercati nel 2017?

Secondo Johanna Kyrklund, global head of Schroders Multi-Asset Investments, i mercati azionari statunitensi hanno tratto beneficio dal solido trend rialzista degli ultimi anni, ma nel corso del 2016 c’è stato un ribilanciamento in favore dei titoli value e dei mercati più sensibili al ciclo economic
18/01/2017 | Matteo Valli

Secondo Johanna Kyrklund, global head of Schroders Multi-Asset Investments, i mercati azionari statunitensi hanno tratto beneficio dal solido trend rialzista degli ultimi anni, ma nel corso del 2016 c’è stato un ribilanciamento in favore dei titoli value e dei mercati più sensibili al ciclo economico. “La leadership ora appartiene alle parti più cicliche del mondo, come il Giappone, e siamo diventati più ottimisti anche verso l’Europa. L’economia nipponica sta mostrando segnali di miglioramento”, spiega Kyrklund. A detta dell’esperta, la ripresa dei titoli value sarà il trend più promettente del 2017, in particolare con i recenti segnali di riaccelerazione dell’inflazione. Questo movimento, però, non sembra imminente. Azad Zagana, Schroders senior european economist and strategist, ritiene che le condizioni economiche lievemente più deboli nella prima metà dell’anno rallenteranno i rialzi dei tassi da parte della Fed. Per l’economista la Bce rimarrà ferma almeno per un altro anno.

 

Le incertezze sulle politiche che verranno introdotte in seguito all’insediamento di Trump il prossimo 20 gennaio hanno dato adito a molte speculazioni. “L’unica cosa chiara è che Trump non può tener fede a tutte le sue promesse”, osserva Zangana. “Il taglio delle tasse di cui ha parlato ammonta in totale al 5-7% del Pil, escludendo la spesa per le infrastrutture. Qualcuno rimarrà deluso, solo che non sappiamo ancora chi”. L’economista nutre dei dubbi anche sulla creazione di posti di lavoro promessa da Trump, alla luce dell’invecchiamento della popolazione Usa e del mercato del lavoro già molto solido, con un tasso di disoccupazione già basso. Secondo Kyrklund, “il mercato è già andato troppo in là sulle politiche di Trump”.

 

Secondo Zangana e Kyrklund l’impatto della Brexit è stato attenuato dall’indebolimento della sterlina, che ora potrebbe essere sottovalutata. Più in generale, l’incremento del sentiment anti-establishment e anti-europeista nel continente dovrà essere monitorato con attenzione. “I partiti dell’establishment potrebbero anche vincere le elezioni imminenti, ma nel Regno Unito l’UKIP non ha avuto bisogno di vincere per ottenere ciò che voleva”, precisa Kyrklund. “Si sta sviluppando un reale trend sottostante di sentiment anti-Europa che non possiamo permetterci di ignorare”.

 

Per quanto riguarda i mercati azionari emergenti, le valutazioni hanno raggiunto livelli estremi nel 2016. Ancora più che nell’equity, l’esperta vede valore nelle monete dei Mercati Emergenti, per via del carry attraente su divise come il rublo. Il team Multi-Asset di Schroders ha aumentato l’esposizione al trend di reflazione globale tramite alcuni titoli legati alle risorse e degli investimenti diretti in commodity, pur mantenendo cautela, in quanto la mancanza di un’accelerazione del commercio globale impedisce di diventare troppo rialzisti.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.