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Serve un nuovo approccio alla sostenibilità

Le mutevoli dinamiche di mercato impongono di abbandonare gli approcci sostenibili semplicistici e superficiali per privilegiare quelli che incorporano analisi più lungimiranti e sfumate nonché engagement più ponderati. Il commento di Robeco
17/08/2022 | Paola Sacerdote

Dopo la pandemia di Covid-19 e con la guerra in Ucraina, il mondo è cambiato, e in tale contesto gli investimenti sostenibili sembrano aver avuto una battuta d’arresto.  Dopo aver ricevuto impulso per diversi anni dall’andamento rialzista dei mercati finanziari, di recente stiamo assistendo infatti a una parziale inversione di tendenza, con molti titoli apprezzati dagli investitori ESG, in particolare nei segmenti della tecnologia pulita, dei veicoli elettrici e dei consumi, che stanno sottoperformando rispetto a segmenti come armi, tabacco, combustibili fossili, comunemente esclusi dagli investimenti sostenibili.

 

La minore propensione del mercato per l’investimento sostenibile registrata di recente è visibile anche nei flussi dei fondi. Mentre in anni recenti la sostenibilità è stata il tema di spicco alla base di tali flussi, negli ultimi mesi questa tendenza sembra essersi indebolita. Ad esempio, nel maggio 2022 gli afflussi nei fondi ESG si sono attestati a 13 miliardi di dollari, evidenziando un calo di oltre il 70% rispetto ai 46 miliardi di dollari di un anno fa.

 

Tutto questo significa che l’investimento sostenibile è in pericolo? Non ancora, almeno secondo Michiel Plakman, portfolio manager della strategia RobecoSAM Global SDG Equities di Robeco, il quale riconosce che la recente debolezza relativa degli indici di sostenibilità ha indubbiamente rinfocolato il dibattito sul fatto che “fare del bene” equivalga a “subire una perdita”, sottintendendo la presenza di un naturale trade-off tra le due cose. Plakman osserva che in un mondo ideale sarebbe auspicabile creare sia ricchezza che benessere, “ma ovviamente le strategie di sostenibilità a volte hanno priorità contrastanti. È evidente anche che, dopo la pandemia di Covid-19 e con una guerra in corso nel continente europeo, il mondo sembra cambiato, e che l’investimento sostenibile dovrà evolvere a sua volta per affrontare meglio l’aumento della volatilità sui mercati”.

 

Di conseguenza, secondo Plakman l’investimento sostenibile è interessato “quanto meno da un “sano” ripensamento, in cui le ipotesi convenzionali riguardo, ad esempio, all’efficacia delle esclusioni rigorose ma anche dei rating ESG vengono messe in discussione. Approcci più sofisticati e pratici, che applicano considerazioni più sfumate tenendo conto del contesto, riscuoteranno un maggiore interesse sui mercati”.

 

Insomma, è necessaria un’evoluzione dell’investimento sostenibile. “Nel complesso, ogni contesto di mercato porta con sé nuove opportunità, anche per gli investitori interessati alla sostenibilità. All’interno della vasta gamma di strategie di sostenibilità, alcune sono chiaramente soggette a maggiori vincoli rispetto ad altre, in quanto risentono delle esclusioni di determinati settori e di esposizioni fattoriali che fino a poco tempo fa contribuivano a sostenere la performance”. Pertanto, diventa sempre più importante superare la fase dell’investimento sostenibile come semplice narrazione accattivante e mantenere una rigorosa disciplina di valutazione, evitando di pagare un sovrapprezzo per le aziende “valide”.

 

Guardando avanti, Plakman non si aspetta certo che l’interesse del mercato per l’investimento sostenibile scompaia improvvisamente. “Nonostante gli afflussi considerevoli che si registrano da molti anni , solo una minuscola percentuale delle masse in gestione a livello globale è ancora classificata come ESG, e questa cifra è destinata ad aumentare nel tempo in virtù del supporto strutturale a livello sociale e normativo per gli investimenti sostenibili”. Nonostante l’indebolimento del sentiment rilevato negli ultimi tempi, le basi strutturali dell’investimento sostenibile sembrano ancora intatte.

 

L’attuale contesto di mercato, tuttavia, secondo Plakman ha impartito una lezione importante, ed è che il cambiamento è una costante. “Non si può saltare alcuno step: anche l’investimento sostenibile deve passare alla fase successiva del suo ciclo di vita. Le mutevoli dinamiche di mercato impongono di abbandonare gli approcci sostenibili semplicistici e superficiali per privilegiare quelli che incorporano analisi più lungimiranti e sfumate nonché engagement più ponderati. In definitiva - conclude - ciò dovrebbe non solo favorire un cambiamento positivo nelle aziende, ma anche rendere le strategie sostenibili più capaci di affrontare contesti di mercato diversi e più complessi”.

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