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13/12/2016

Banche svizzere alle prese con tagli dei costi e dell'organico

di Redazione Advisor

Highlights
  • Per Credit Suisse si parla di ulteriori mille esuberi, mentre nel gruppo Efg–Bsi è prevista la soppressione di 300-450 impieghi entro il 2019 sui circa 3.800 dipendenti attuali
La News

Cura dimagrante per alcuni dei principali istituti bancari elvetici, che - per far fronte alle condizioni avverse dei mercati – hanno annunciato un ampliamento dei propri programmi di taglio dei costi, che potrebbe arrivare a toccare anche l'organico. È questo il caso di Credit Suisse e di Efg International che, a poche ore di distanza l'uno dall'altro, hanno dichiarato al mercato di voler raggiungere risparmi maggiori rispetto a quando annunciato in precedenza, facendo salire le quotazione delle azioni alla Borsa di Zurigo.

In particolare, l'obiettivo dei risparmi aumenta di 1 miliardo di franchi entro il 2018 per Credit Suisse, che passa da un livello di 3,2 miliardi precedentemente fissati a una nuova soglia di 4,2 miliardi. E in questo contesto, il ceo Tidjane Thiam non ha escluso ulteriori tagli di posti di lavoro, anche se non ha fornito numeri. Attualmente, la riduzione degli impieghi sta portando a un taglio di circa 6mila impieghi entro fine anno. A questi, secondo alcuni rumor  si potrebbero aggiungere altri 1.000-1.300 tagli. Ma Credit Suisse (che ha registrato complessivamente nei primi nove mesi del 2016 una perdita di 91 milioni di franchi) non è l'unico istituto bancario alle prese con piani di razionalizzazione dei costi.

Dopo l'acquisizione (nei mesi scorsi) della banca ticinese Bsi, anche Efg International - ramo elvetico del gruppo della famiglia greca Latsis - prevede la soppressione di 300-450 impieghi entro il 2019 sui circa 3.800 dipendenti attuali. Per quel che riguarda le sinergie ante imposte da realizzare con il nuovo gruppo, Efg prevede ora 240 milioni di franchi entro il 2019, cioè 55 milioni in più rispetto a quanto stimato in precedenza; nello stesso tempo, però, anche i costi unici dell’integrazione (che dovrebbe essere completata tra il secondo e il terzo trimestre 2017) sono visti  in crescita a 250 milioni di franchi, 50 milioni in più rispetto a quanto previsto in precedenza.

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