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24/07/2018

UBS Global Wealth Management, +18% per utile pre imposte nel II trimestre

di Redazione AdvisorPrivate

Highlights
  • Tra aprile e giugno la divisione wealth del gruppo svizzero ha messo a segno un utile ante imposte di 1.037 milioni di franchi svizzeri
  • L’utile netto complessivo del gruppo svizzero è salito del 9% a 1,28 miliardi
La News

Nel secondo trimestre 2018 UBS Global Wealth Management (GWM), la divisione di wealth management del gruppo svizzero, primo al mondo per asset in gestione per conto della clientela high net worth (fonte: GlobalData) ha messo a segno un utile ante imposte di 1.037 milioni di franchi svizzeri, in rialzo del 18% su base annua.

 

Nello stesso periodo di un anno fa la divisione aveva riportato un aumento dell’utile pre-tasse di 1 miliardo, in crescita del 15% rispetto al 2016.

 

“Il risultato è riconducibile in particolare alla crescita a doppia cifra dell’utile ante imposte nelle Americhe e nel segmento Ultra-High Net Worth”, spiega UBS in una nota, oltre che “da proventi netti ricorrenti da commissioni che hanno stabilito un nuovo record per gli ultimi dieci anni, proventi netti da interessi, prestiti e penetrazione dei mandati”.

 

I proventi netti ricorrenti da commissioni e i proventi da interessi netti hanno entrambi registrato un aumento a fronte di un nuovo picco nell’incremento del patrimonio investito, di ulteriori progressi nella penetrazione dei mandati, di un rialzo dei margini di interesse netti sui depositi e di una crescita dei ricavi sui prestiti, mentre sono diminuiti i ricavi basati su transazioni a seguito di una flessione dell’attività della clientela in Stati Uniti e Asia.

 

“Continuiamo a prevedere un graduale incremento dei tassi di interesse sul dollaro statunitense, il che dovrebbe in generale favorire i profitti netti da interessi in Global Wealth Management nonostante le pressioni sui margini”, precisa il gruppo commentando le prospettive di crescita economica globale, che se da un lato “continuano a spingere i mercati”, dall’altro sono zavorrate dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento del protezionismo, che “hanno smorzato il sentiment degli investitori e restano una minaccia”.

 

“Sono soddisfatto dei risultati del secondo trimestre che hanno contribuito ad una solida semestrale, grazie anche ad una generazione di capitale particolarmente buona. Proseguiremo a rimanere focalizzati su crescita ed efficienza e a costruire sui punti di forza del nostro franchise globale” ha dichiarato Sergio Ermotti (nella foto), ceo del gruppo che a livello aggregato chiude il secondo trimestre con un utile netto di competenza degli azionisti di 1.284 milioni, in rialzo del 9% contro i 1.174 milioni realizzati dalla banca elvetica nello stesso periodo di un anno fa.

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